Comune di Santa Cristina Gela

Scopri cosa visitare a Santa Cristina!

Scopri i tesori del nostro piccolo borgo

Data:
19 Marzo 2021

Scopri Santa Cristina Gela!

Il nostro piccolo borgo è ricco di storia e l’incontro la cultura albanese-bizantina e quella latina hanno lasciato tracce visibili sul nostro tessuto urbano.

Queste tracce sono state gelosamente conservata dal nostro popolo, molto geloso della sua memoria.

Scopriamole insieme:

Tra le archittetture religiose, non possiamo non citare la cosiddetta Chiesa Maggiore di Santa Cristina, dedicata a Santa Cristina, vergine e martire, nostra patrona.

Fu edificata nel 1815, nel luogo stesso in cui sorgeva l’antica chiesa fondata dai primi coloni albanesi. La chiesa divenne ben presto un elemento distinguibile nella maglia urbana del paese, soprattutto per la sua grandezza canonica. Nella parte centrale della facciata si trova il portale in legno al di sopra del quale vi è una piccola nicchia, dov’è posta la stata raffigurante Santa Cristina. Il portale e la statua fanno parte di un unico disegno all’interno della cornice che li circonda, il tutto è sormontato da un rosone. Nella parte superiore, a differenza della parte inferiore della facciata, il disegno nasconde un problema strutturale: infatti, le capriate in legno che sostengono il tetto, vengono nascoste dal grande timpano, al centro del quale si è posto una corona con due palme, simbolo della regalità e del martirio della Santa. Dipinti in stile bizantino dell’iconografo italo-albanese Zef Barone adornano l’interno. Notevole è la statua lignea policroma settecentesca di San Giuseppe e il Bambino su un altare laterale dello scultore Salvatore Bagnasco. Il campanile posto sul lato destro non si integra con il resto della facciata se non fosse per il disegno del basamento, che continua per tutta la larghezza del campanile e sembra sostenerlo.

Tra le architture civili, spicca Palazzo Mussacchia, signorile abitazione dell’800, appartenente alla famiglia albanese dei Muzaka, proveniente da Piana degli Albanesi, già sede ideale del Municipio di Santa Cristina Gela. È stata dichiarata di interesse storico e recentemente restaurata. Costruzione sobria a due piani fuori terra, la partitura della facciata su largo Musacchia è semplice, composta da quattro portoni con archi a tutto sesto e, in corrispondenza, di quattro balconcini nel piano superiore, ed è scandita ritmicamente in verticale dai pluviali di colore grigio, mentre in orizzontale è racchiusa da una cornice formata dai gocciolatoi delle tegole. Nella parte inferiore dell’isolato sopra la casa magaseno e a continuazione delle case Musacchia vi è una piccola terrazza con ringhiere e colonnine in muratura da cui si gode il campestre paesaggio. Attualmente ospita la biblioteca comunale ed è la sede di eventi culturali.

Accanto alla Chiesa Maggiore, a completamento dell’isolato, fu costruito il palazzo del Municipio; il suo stile semplice si uniforma a quello della chiesa. Si tratta di una costruzione a due piani racchiusi da una cornice a smerli. Nella facciata principale, prospiciente alla piazza Mariano Polizzi, vi era la porta principale – oggi chiusa da una fontana – sopra la quale vi è un balconcino con i sotto balconi in ferro battuto. Nella parte superiore l’orlatura a smerli è interrotta dalla torre dell’orologio con banderuola, che dà una certa verticalità al tutto.

Presso l’ex edificio comunale, nella piazza centrale. Un tempo luoghi sociali che andavano oltre la propria funzionalità (essenziali per l’approvvigionamento delle famiglie e dei contadini in transito, che vi abbeveravano i propri animali) le fontane di Santa Cristina Gela sono divenute ornamento dell’arredo urbano e testimonianza di una civiltà contadina della quale si sta gradualmente perdendo la memoria. Il loro recupero è stato segno della volontà di evidenziare e valorizzare le radici di una cultura albanese contadina travolta dalla modernità.

Infine, tra le archittetture civili, vale la pena di citare Palazzo Palermo, le cui decorazioni sulla facciata principale evidenziano le ricchezze dei conti di Gela, nota famiglia feudataria. Il palazzo, a due elevazioni, è in perfetto stile Liberty, con un elegante balcone in ferro battuto. Dal 1940 l’edificio appartiene alla famiglia Palermo.

Ultimo aggiornamento

2 Aprile 2021, 08:42